LETTERA APERTA DI RENATO SCARENZIO

 

Finalmente il caso Scarenzio è stato risolto.

Il 12 maggio scorso la Commissione Giustizia e Disciplina della Federazione Scacchistica Italiana incaricata di analizzare la pratica ha emesso la sentenza definitiva a proposito del presunto utilizzo di un computer palmare durante una partita del torneo open disputato a Nizza.

Ecco di seguito il comunicato ufficiale pubblicato sul numero 2ter del 15 maggio di Scacchitalia:

 

:: CASO SCARENZIO ::

In data 13 maggio la Federazione ha trasmesso al sig. Renato Scarenzio il provvedimento del procuratore federale,datato 12 maggio 2003, con il  quale lo stesso, al termine delle indagini di sua competenza,  ha deciso l'archiviazione della pratica.

 

Così come a suo tempo fu dato molto risalto alla notizia sugli organi di stampa, il Circolo Scacchistico di Nichelino da la possibilità, attraverso il sito internet, a Renato Scarenzio di comunicare con una lettera aperta il suo pensiero sull'esito finale di questa vicenda.


Alle redazioni di

-  En Passant

-  Italia Scacchistica

- Messaggerie scacchistiche

- Torre & Cavallo- Scacco

_________________________

Loro sedi

 

Carmagnola,21/05/2003

 

Oggetto:  vicenda di Nizza

 

Sul sito internet della FSI  compare la notifica  che il Procuratore  Federale ,in seguito alle indagini dallo stesso svolte, ha archiviato il procedimento conseguente alle  accuse mossemi dall’arbitro ,sig. Mouret, nel corso della mia partecipazione al torneo scacchistico di Nizza, svoltosi nel periodo 26-30/12/2001.

Poiché  l’archiviazione è avvenuta  per mancanza dei presupposti oggettivi per rinviarmi al giudizio della Commissione Disciplinare ,deduco che inconsistenti  fossero le argomentazioni  che il sig. Mouret   ha potuto fornire in ordine all’utilizzo e al possesso di  un mezzo informatico da parte mia  durante lo svolgimento della gara, ossia di un palmare Novag , ipotizzando che lo stesso fosse adatto alle persone non vedenti. In merito a tale contestazione è stato appurato che la Novag  non ha mai  prodotto  tale accessorio elettronico. Per il resto del referto ritengo che l’arbitro non abbia potuto fornire una versione dei fatti  diversa dalla mia senza incorrere in dichiarazioni mendaci seppure ,equivocando sulle mie intenzioni ,per reciproche difficoltà di comprensione  linguistica,  abbia   segnalato alla FSI, come fatto censurabile ,la  mia  richiesta  di mettere agli atti una mia dichiarazione  scritta in lingua inglese .

Nel valutare  l’esito del procedimento ,appena concluso, occorre considerare che la mia memoria  difensiva, ossia la semplice esposizione dei fatti , potenzialmente non poteva essere ritenuta dall’inquirente di valore  pari a quella accusatoria  poichè quella di un giocatore  ha  evidentemente  un  peso inferiore . Questo in ogni sport.

Lascio pertanto a chi mi legge considerare le motivazioni  dell’accanimento che l’arbitro francese,  sig. Mouret, ha avuto nei miei confronti .Egli ,oltre ad avermi  ingiustamente espulso dal torneo, ha disinvoltamente  convocato una conferenza stampa per descrivere a modo suo la vicenda mentre, a mio parere , avrebbe dovuto tenere un atteggiamento riservato, quale il suo ruolo richiedeva, limitandosi a relazionare le federazioni competenti.

Seppure  gli organi della giustizia sportiva con il decreto d’archiviazione hanno così smentito  il processo di piazza e di alcuni giornalisti , brutali e sbrigativi nella loro feroce ansia di condannarmi,   mi resta il deterioramento di immagine  ,avvenuto non solo negli ambienti scacchistici ma anche in altri  ambiti .Tale danno non potrà  di certo essere sanato con l’eventuale risarcimento pecuniario che la giustizia ordinaria potrebbe  riconoscermi in sede civile come  seguito della querela che ho presentato alla Procura della Repubblica. In particolare stigmatizzo il sarcastico articolo firmato da Claudio Giacchino , che sul quotidiano “La Stampa” del 6/01/2002 ha riportato una mia frase pubblicata su  “ En Passant” del Novembre 2001, tuttavia  scorrettamente troncandola di proposito ,con l’evidente  finalità di farmi apparire narcisista mentre la frase completa avrebbe avuto il senso opposto.

Vorrei invece ringraziare il Presidente e buona parte dei consoci del circolo scacchistico di Nichelino(TO) unitamente ad altri amici scacchisti ed  in particolare il MI  Spartaco Sarno, per aver solidarizzato con me rifiutando di unirsi al coro delle accuse che mi infangavano.

Mi attendo quindi da parte delle redazioni in indirizzo ,che a suo tempo  commentarono  la vicenda,  lo stesso risalto nella  pubblicazione relativa alla  conclusione del caso.

 

Distinti saluti

 

Renato Scarenzio